Benessere psicologico nell'età dell'infanzia: aree di sviluppo e campanelli d'allarme
Quali sono le tappe dello sviluppo infantile? Quali segnali riconoscere per intercettare un disagio emotivo e relazionale dei bambini? Conoscere i principi e interpretare alcuni campanelli d’allarme è fondamentale per adulti, educatori e professionisti che accompagnano i bambini nella crescita. Questo articolo offre una panoramica delle principali fasi e aree di sviluppo tipiche dell’età evolutiva (sociale, emotivo, cognitivo, linguistico e motorio), con uno specifico focus sull’infanzia, offrendo a tutti i caregiver strumenti concreti di osservazione e una sintetica panoramica degli aspetti che possono destare sospetto rispetto ad uno sviluppo cosiddetto “tipico”.
Sommario
- L’età evolutiva: alcune premesse e come leggere questo articolo
- L’osservazione: uno strumento prezioso
- L’età evolutiva: fasce d’età e aree dello sviluppo
- Cosa accade nell’infanzia: fasce d’età e aree dello sviluppo
- Segnali di disagio emotivo e relazionale del bambino: quali campanelli d’allarme riconoscere?
- Perplessità sullo sviluppo sociale, cognitivo, emotivo, del linguaggio dei bambini: cosa fare?
- I modelli di intervento adottati dal Centro Mind The Kids
L’età evolutiva: alcune premesse e come leggere questo articolo
L’età evolutiva va dalla nascita fino ai 18 anni (indicativamente) ed è segnata da tappe evolutive universalmente riconosciute, per ciascuna delle quale si riconoscono aree tipiche di sviluppo a livello cognitivo, psicologico, comportamentale, motorio e sociale.
In questo articolo ci concentreremo su quelle tipiche della fase dell’infanzia e proveremo a costruire un quadro utile a individuare i principali segnali di sviluppo psicologico, comportamentale e sociale da monitorare per riconoscere e intercettare uno stato di disagio emotivo e relazionale dei bambini.
Come ogni articolo divulgativo, ma pur sempre a carattere generale, è bene ricordare due principi molto importanti:
- l'individualità dell’analisi;
- l’intervento specialistico.
Ogni bambino infatti ha un proprio ritmo di sviluppo; sebbene esistano dei riferimenti convenzionali, annoverati in letteratura e nell’ambito formativo, ogni bambino ha tratti distintivi a sé e questi riferimenti non necessariamente valgono per tutti.
Inoltre, ritardi significativi nello sviluppo o regressioni in una o più aree meritano sempre un consulto specialistico da parte di un pediatra o uno specialista dello sviluppo infantile, che non possono certamente essere sostituiti dalla consultazione di un singolo articolo.
L’obiettivo di questo approfondimento è divulgare nozioni di supporto alla genitorialità, delineare una panoramica sul tema e offrire nozioni e strumenti di osservazione.
L’osservazione: uno strumento prezioso
Proprio l'osservazione è uno strumento molto importante per supportare una crescita armoniosa e uno sviluppo ben equilibrato dei bambini; in quanto professionisti dell’età dello sviluppo, uno degli obiettivi del Centro Mind The Kids è proprio quello di informare genitori, educatori dei nidi e scuole dell’infanzia e chiunque lavori o viva (caregiver) con bambini dell’età dello sviluppo sulle caratteristiche peculiari di questa fase della crescita e, di conseguenza, riconoscere segnali di disagio emotivo e relazionale che si possono nascondere nella comunicazione, nelle relazioni sociali o sul piano comportamentale.
Grazie all’osservazione, che deriva dalla conoscenza e dall’assimilazione di alcuni concetti chiave, genitori e educatori possono diventare agenti primari nell'intercettare i segnali precoci di malessere psicologico o autismo da sottoporre alla valutazione approfondita di un professionista esperto.
Un'attenta osservazione poi può innescare l’adozione di strategie pratiche per affrontare situazioni di stress e favorire un ambiente familiare più sano, equilibrato e stimolante.
L’età evolutiva: fasce d’età e aree dello sviluppo
Generalmente, l’età evolutiva comprende un ampio periodo compreso tra la nascita e i 18 anni, durante il quale si possono individuare tre fasi principali:
- dalla nascita ai 6 anni, l’infanzia
- dai 7 ai 13/14 anni; adolescenza
- dai 14 ai 18 anni; "tarda adolescenza" o "adolescenza tardiva".
Questa distinzione ha valenza soprattutto nel contesto educativo-formativo; per convenzione infatti spesso si considera l’adolescenza il periodo tra i 10 e i 18 anni (a seconda delle fonti, il range di riferimento varia sino a interessare l’arco temporale compreso tra i 9 e 26 anni).
In particolare, per gli obiettivi di questo articolo, ci concentriamo nella fascia dell'infanzia, all’interno della quale possiamo individuare queste ulteriori suddivisioni per fasce d’età:
- 0-12 mesi
- 1-2 anni
- 2-3 anni
- 3-4 anni
- 4-5 anni
- 5-6 anni

È importante sottolineare che le fasce d’età appena presentate rappresentano macro suddivisioni, la cui utilità è quella di rendere più fruibile al lettore la comprensione della complessa fase dell’infanzia. All'interno di ciascun intervallo infatti, possono esserci differenze significative: ad esempio, tra un bambino di 3 mesi e uno di 10 mesi vi sono tappe evolutive molto diverse. Ogni singolo mese, soprattutto nel primo anno di vita, rappresenta un momento cruciale per lo sviluppo. Inoltre, ad esempio, tra i 6 e i 12 mesi, così come tra i 12 e i 18, avvengono cambiamenti rapidi e profondi per i quali si rimanda ai più specifici manuali di psicologia dello sviluppo.
Così come a livello cronologico è possibile individuare una convenzionale scansione temporale, così a livello di sviluppo è possibile individuare delle aree caratteristiche che interessano la maturazione psicologica dei bambini. Per ciascuna delle tappe di crescita sopra indicate, possiamo cioè individuare cinque aree dello sviluppo, ciascuna caratterizzata da manifestazioni tipiche.
- Sviluppo sociale ed emotivo
- Sviluppo cognitivo
- Sviluppo motorio
- Linguaggio recettivo ed espressivo
- Autonomie personali

Mettere a sistema le fasce d’età e le aree di sviluppo ci permette di costruire un’ampia panoramica sullo “sviluppo neurotipico” durante l’infanzia (ovvero lo sviluppo neurologico considerato “standard” nella maggior parte delle persone) e, di conseguenza, ci aiuta a individuare gli indicatori da osservare per riconoscere una mancanza di benessere psicologico nei bambini.
Andiamo con ordine.
Cosa accade nell’infanzia: fasce d’età e aree dello sviluppo
0-12 MESI

Sviluppo sociale ed emotivo:
- il neonato inizia a reagire ai segnali sociali, ad esempio sorridendo in risposta a un volto adulto;
- attorno ai 6 mesi riconosce le figure familiari e mostra affetto verso chi si prende cura di lui;
- dimostra di voler essere preso in braccio anticipando il gesto;
- intorno all’anno, segue le indicazioni visive e gestuali dell’adulto.
Sviluppo cognitivo:
- distingue volti noti e segue con lo sguardo oggetti in movimento;
- da metà anno, cerca oggetti che sono caduti o scomparsi dalla vista;
- si mostra curioso verso oggetti al di fuori della sua portata e cerca di raggiungerli.
Linguaggio ricettivo ed espressivo:
- risponde ai richiami intorno ai 6 mesi;
- reagisce quando viene richiamata la sua attenzione;
- risponde a suoni degli altri producendo suoni e varia la vocalizzazione con intento comunicativo;
- inizia a produrre bisillabi come “ma-ma”, “pa-pa”.
Sviluppo motorio:
- solleva la testa quando è sdraiato a pancia in giù;
- attorno ai 6 mesi può iniziare a rotolare in entrambe le direzioni, inizia a sedersi da solo e a muoversi usando mani e ginocchia, si solleva in piedi aggrappandosi a supporti;
- passa oggetti da una mano all’altra con coordinazione crescente.
Autonomia personale:
- dai 6 mesi è in grado di afferrare e portare alla bocca alimenti morbidi;
- collabora nel tenere il bicchiere o la tazza durante la pappa.
1-2 anni

Sviluppo sociale ed emotivo:
- sviluppa preferenze per alcune persone e inizia a giocare vicino agli altri bambini;
- l’imitazione inizia ad essere uno strumento di apprendimento: imita gesti e azioni dell’altro;
- risponde al saluto voltandosi e usando lo sguardo;
- mostra diffidenza e paura in situazioni nuove o verso estranei;
- si accorge quando il caregiver entra o esce dalla stanza;
- dopo i 12 mesi osserva con interesse libri se condivisi con un adulto.
Sviluppo cognitivo:
- imita gesti osservati e utilizza oggetti in modo funzionale (es. bere da un bicchiere);
- cerca oggetti nascosti con intenzionalità;
- fa azioni su di sé usando diversi oggetti;
- dai 18 mesi compare il gioco simbolico e di immaginazione, inizia a scarabocchiare e a riconoscere forme e colori.
Linguaggio ricettivo ed espressivo:
- risponde al proprio nome voltandosi; comprende il “No” e interrompe l’azione che lo richiede;
- indica parti del corpo, risponde a comandi semplici con e senza supporto gestuale;
- indica, riconosce e cerca oggetti o persone nominate;
- verso l’anno inizia a triangolare con lo sguardo per fare richieste, usare lo sguardo e fa gesti per richiedere aiuto, inizia a produrre parole semplici.
Sviluppo motorio:
- verso i 12 mesi sta in piedi da solo e cammina dapprima con aiuto, poi in autonomia, mantenendo l’equilibrio;
- dai 18 mesi prova e inizia a correre;
- lancia oggetti (come una palla) verso gli altri;
- adatta la presa in base all’oggetto che manipola.
Autonomia personale:
- inizia a mangiare da solo;
- mostra collaborazione durante il momento del vestirsi;
- ricerca sempre più indipendenza nel fare le cose, vuole fare da sé sempre più spesso.
2-3 anni

Sviluppo sociale ed emotivo:
- inizia a giocare attivamente con altri bambini e afferma il proprio desiderio di autonomia;
- risponde al saluto usando parole o gesti;
- diventa sempre più indipendente socialmente;
- imita azioni nuove movimenti o gesti durante giochi e canzoni.
Sviluppo cognitivo e ludico:
- sviluppa il gioco simbolico, ovvero il gioco del “facciamo finta” usando bambole, animali, pupazzi e oggetti simbolici (ad esempio far finta che una scatola sia una macchina);
- partecipa a giochi di ruolo con altri bambini;
- comprende semplici regole di gioco;
- riconosce forme, colori, dimensioni e quantità;
- disegna linee, curve e cerchi;
- completa sequenze di gioco e sistema i materiali usati.
Linguaggio ricettivo ed espressivo:
- ascolta racconti con attenzione, presta attenzione quando vengono lette storie;
- identifica oggetti familiari e risponde a domande “sì/no”;
- comprende relazioni spaziali e dimensioni che riguardano oggetti;
- comprende e riesce ad eseguire comandi che richiedono 2-3 passaggi;
- nomina oggetti, costruisce frasi con 2-4 parole, sempre più comprensibili all’adulto;
- risponde a domande tipo “chi”, “cosa”, “dove” e utilizza pronomi e forme possessive.
Sviluppo motorio:
- riesce a coordinarsi per saltare a piedi pari;
- utilizza strumenti semplici come cucchiai e travasa liquidi o materiali;
- lancia e riceve una palla;
- sale e scende le scale alternando i piedi;
- corre senza esitazione.
Autonomia personale:
- usa cucchiaio, forchetta tazza e bicchieri in modo più sicuro e più appropriato;
- inizia a togliersi i vestiti e ad indossare capi da sé, riducendo progressivamente l’aiuto dell’adulto.
3-4 anni

Sviluppo sociale ed emotivo:
- riconosce le emozioni altrui e inizia a condividere spontaneamente pensieri e ragionamenti.
Sviluppo cognitivo:
- racconta eventi semplici e storie brevi;
- segue istruzioni composte.
Linguaggio ricettivo ed espressivo
Comprensione, comunicazione ricettiva:
- capisce frasi con due o tre istruzioni;
- risponde correttamente a “chi”, “cosa”, “dove”;
- riconosce colori e forme semplici.
Espressione, comunicazione espressiva:
- forma frasi complete di 4-5 parole;
- racconta esperienze personali;
- fa domande per cercare informazioni;
- il vocabolario si arricchisce (raggiunge tra le 1000 e le 4000 parole).
Sviluppo motorio:
- pedala su un triciclo;
- riproduce forme base come cerchi.
Autonomia personale:
- si veste e sveste capi semplici, in autonomia con la supervisione del caregiver;
- partecipa attivamente alle routine di igiene personale, come lavarsi le mani e il viso;
- utilizza autonomamente le posate e il bicchiere;
- riconosce i propri giocattoli e li sistema in autonomia dopo averli usati.
4-5 anni

Sviluppo sociale ed emotivo:
- gioca in modo cooperativo e può distinguere tra realtà e fantasia.
Sviluppo cognitivo:
- conta fino a dieci o più;
- nomina almeno quattro colori.
Linguaggio ricettivo ed espressivo.
Comprensione, comunicazione ricettiva:
- riconosce il significato di parole opposte e contrari (es. alto/basso, grande/piccolo);
- comprende storie più complesse e istruzioni più articolate;
- risponde a domande che richiedono ragionamenti semplici, vuole conoscere il “perché”.
Espressione, comunicazione espressiva:
- costruisce frasi più complesse;
- utilizza correttamente i tempi verbali;
- descrive oggetti e spiega il significato delle parole;
- usa pronomi personali e possessivi in modo corretto.
Sviluppo motorio:
- salta su un solo piede;
- maneggia le forbici con abilità crescente.
Autonomia personale:
- si gestisce da solo con vestiti dotati di bottoni, zip, cerniere;
- svolge autonomamente compiti di igiene personale come lavarsi i denti, con supervisione minima;
- prepara merende semplici, come spalmare la marmellata sul pane;
- aiuta in piccole attività domestiche, come apparecchiare la tavola.
5-6 anni

Sviluppo sociale ed emotivo:
- mostra autonomia crescente e segue regole in giochi più complessi.
Sviluppo cognitivo:
- formula frasi articolate;
- racconta storie dettagliate e sequenziate.
Linguaggio ricettivo ed espressivo.
Comprensione, comunicazione ricettiva:
- comprende istruzioni dettagliate;
- segue conversazioni lunghe e coglie significati più sottili;
- comprende il senso dell’umorismo;
- riconosce lettere e numeri.
Espressione, comunicazione espressiva:
- racconta eventi in modo chiaro e logico;
- esprime idee e opinioni con coerenza;
- usa un vocabolario ampio e appropriato al contesto.
Sviluppo motorio:
- scrive alcune lettere e disegna figure umane con dettagli;
- coordina i movimenti fini in modo più consapevole.
Autonomia personale:
- gestisce l’igiene personale in modo indipendente, compreso bagno/doccia;
- si pettina e sceglie i vestiti adeguati alle occasioni autonomamente;
- collabora nella preparazione di pasti semplici, sotto supervisione;
- riordina la propria stanza e cura i propri oggetti.
Segnali di disagio emotivo e relazionale del bambino: quali campanelli d’allarme riconoscere?
Ora che il quadro è più definito, passiamo ad analizzare quali sono i segnali a cui prestare attenzione affinché i genitori, educatori e caregiver possano riconoscere segnali di disagio emotivo e relazionale del bambino. Come detto, è fondamentale prestare attenzione ad essi poiché una rilevazione tempestiva consente di intervenire efficacemente.
Analizziamoli in relazione alle aree dello sviluppo sopra approfondite con degli esempi concreti.
Difficoltà nella comunicazione
- Regressione del linguaggio: un bambino che ha acquisito alcune parole potrebbe smettere improvvisamente di usarle. Ad esempio, un bambino di 2 anni che diceva "mamma" e "papà" potrebbe smettere di pronunciare queste parole.
- Mancanza di risposta agli stimoli verbali: un bambino di 2 anni potrebbe non reagire quando viene chiamato per nome, nonostante non ci siano problemi uditivi.
Problemi nelle relazioni sociali
- Isolamento dai coetanei: un bambino di 3 anni potrebbe preferire giocare da solo al parco, evitando l'interazione con altri bambini.
- Eccessiva dipendenza dagli adulti: un bambino di 4 anni potrebbe cercare costantemente la vicinanza dell'insegnante, mostrando difficoltà a partecipare alle attività senza il suo supporto diretto.
Difficoltà nell'autocontrollo
- Scoppi di rabbia intensi e frequenti: un bambino di 3 anni potrebbe avere crisi di pianto inconsolabile e urla quando gli viene negato un giocattolo, difficili da placare.
- Comportamenti impulsivi e pericolosi: un bambino di 6 anni potrebbe correre improvvisamente in strada senza guardare, nonostante le precedenti istruzioni sulla sicurezza.
Altri segnali di disagio
- Disturbi del sonno: un bambino di 3 anni potrebbe svegliarsi frequentemente durante la notte, manifestando incubi o difficoltà a riaddormentarsi.
- Lamentele somatiche senza causa medica apparente: un bambino di 5 anni potrebbe lamentare spesso mal di pancia prima di andare a scuola, senza che vi siano problemi fisici riscontrabili.
- Forte selettività alimentare.

Possiamo poi individuare altri campanelli d’allarme che devono destare il sospetto del caregiver e che è bene portare all’attenzione dello specialista.
A livello motorio:
- perde abilità anche aveva acquisito;
- non acquisisce nuove tappe a livello motorio per la fascia d’età corrispondente;
- non è interessato e non tenta di afferrare oggetti che sono alla sua portata;
- non segue oggetto o persone in movimento.
A livello sociale ed emotivo:
- notate difficoltà a coinvolgerlo/a in semplici giochi sociali (cucù, batti le mani, scappa che ti prendo, ecc.);
- non cerca di imitare gesti o suoni o parole o suoni onomatopeici dopo i 12 mesi;
- non è interessato a quello che fanno le persone nel suo ambiente;
- dai 18 mesi, quando è in mezzo agli altri bambini non li guarda, non si avvicina o non gioca con loro;
- manifesta comportamenti anomali ed eccessivamente ripetitivi;
- nei momenti in cui si verificano cambiamenti, reagisce con manifestazioni di rabbia o frustrazione notevolmente più intense dei coetanei.
A livello linguistico:
- perdita, arresto o non evoluzione delle competenze linguistiche; non coordina più canali comunicativi (gesti, sguardo e linguaggio).
A livello cognitivo:
- non reagisce quando viene richiamata la sua attenzione;
- non è in grado di mantenere l’attenzione verso un gioco/attività per un tempo sufficiente ed adeguato per l’età;
- non vi guarda per un tempo sufficiente ed adeguato mentre gli parlate o interagite con lui;
- si dimostra particolarmente infastidito e/o manifesta eccessivo interesse e perseveranza verso alcuni materiali o stimoli.
Perplessità sullo sviluppo sociale, cognitivo, emotivo, del linguaggio dei bambini: cosa fare?
Genitori ed educatori che osservano uno o più di questi segnali in modo persistente è consigliabile consultare un professionista, come un pediatra o uno psicologo infantile, per una valutazione approfondita.
Un intervento precoce può fare la differenza nel promuovere il benessere emotivo e relazionale dei bambini. La diagnosi è diventata ormai uno strumento clinico solido a cui è molto importante affidarsi perché offre la chance di intervenire fin da subito in modo personalizzato, aumentando le possibilità di incidere nello sviluppo comunicativo, relazionale e sociale di questi bambini.
Oltretutto, sono ormai diffusi nella pratica riabilitativa modelli di intervento adatti alla specifica fascia d’età evolutiva dell’infanzia, supportati non solo dalla clinica ma anche dalla ricerca scientifica. Si tratta degli interventi NDBI che abbiamo approfondito in questo articolo, fra cui il JASPER Training, un intervento Naturalistico Comportamentale Evidence-Based che punta a migliorare le abilità di comunicazione e le abilità sociali di bambini di età prescolare con una diagnosi precoce di disturbo dello spettro autistico o con altri disturbi del Neurosviluppo.
Come già evidenziato nell’introduzione, questo articolo offre una sintesi orientativa di un tema che, nella realtà, è molto più articolato. Per ragioni di chiarezza e fruibilità, sono stati adottati schemi semplificati, con suddivisioni per fasce d’età ampie e l’indicazione di alcuni segnali di possibile ritardo evolutivo. Questi elementi non sostituiscono in alcun modo il parere di uno specialista: ogni bambino è unico e solo una valutazione professionale può fornire un quadro preciso e personalizzato.
I modelli di intervento adottati dal Centro Mind The Kids
Il Centro Mind The Kids ha creduto da sempre nella solidità scientifica e nell’efficacia degli interventi NDBI, sviluppando al proprio interno un know how specifico per il trattamento di alcuni disturbi della fascia della prima infanzia.
Non solo: oltre alla formazione dei professionisti del Centro sui modelli NDBI, ESDM, JASPER che permette di assistere i bambini e le loro famiglie, il nostro staff è impegnato anche nella formazione di altri professionisti dell’educazione o dell’assistenza alla persona, favorendo indirettamente una diffusione di questi modelli.
Per approfondire i servizi e il nostro metodo di lavoro puoi consultare la pagina dedicata. Se invece ti piacerebbe valutare un parere specialistico, compila questo form.
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