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Interventi comportamentali centrati sulla famiglia: il parent training

 

Fra le strategie di approccio ai problemi comportamentali di bambini con disturbi del neurosviluppo rientrano anche gli interventi comportamentali centrati sulla famiglia. Si tratta di percorsi psico-educativi che coinvolgono i genitori, offrendo loro conoscenze, strumenti e strategie utili per gestire al meglio la crescita dei propri ragazzi. In questo articolo parliamo del parent training.

Gestire i comportamenti problematici dei bambini, come capricci, disobbedienza o comportamenti oppositivi, può essere una sfida notevole per molti genitori, soprattutto quando si parla di disturbi del neurosviluppo, come l’autismo. Questi comportamenti possono portare a squilibri all'interno del contesto familiare, generando tensioni che influiscono negativamente sui genitori e su tutti i membri della famiglia.

Il parent training rappresenta una soluzione consolidata, supportata da metodologia con un’evidenza scientifica, che aiuta i genitori a gestire con successo queste dinamiche e favorire lo sviluppo armonioso dei propri figli. In questo articolo vediamo di cosa si tratta, come funziona e perché è un intervento fondamentale per le famiglie che affrontano disturbi del neurosviluppo, in particolare l'autismo.

Sommario

Cos'è e quali sono gli obiettivi del Parent Training?

 Il parent training è un percorso di formazione rivolto ai genitori, finalizzato a fornire le competenze necessarie per gestire in modo efficace i comportamenti dei propri figli. Il focus di questo percorso psicoeducativo è la gestione del comportamento e, pertanto, le strategie e le tecniche comportamentali insegnate ai genitori si basano sui principi dell’Analisi del Comportamento Applicata (come ad esempio il modello A-B-C, di cui abbiamo parlato qui).

Una gestione adeguata degli antecedenti e delle conseguenze del comportamento può rendere più efficace l’azione educativa: grazie alle conoscenze e alle competenze apprese in un percorso di parent training quindi, i genitori possono potenziare le risorse a propria disposizione per affrontare meglio la crescita dei loro figli e prevenire situazioni comportamentali problematiche.

Interventi comportamentali centrati sulla famiglia: il parent training

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Il parent training è un percorso di formazione dei genitori che nasce con l’obiettivo di trasmettere loro le competenze necessarie a rispondere in modo appropriato al comportamento dei bambini, aiutandoli a gestire in modo più efficace le sfide educative quotidiane.

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Nel parent training il primo destinatario dell’intervento è il genitore, che apprende a modificare le interazioni con il figlio grazie ai principi comportamentali. Per questo motivo possiamo considerare il parent training come una strategia di approccio ai problemi del bambino, sfruttando le competenze del genitore.

In particolare, ogni programma mira a:

  • prevenire l’insorgere di comportamenti problematici;
  • migliorare la qualità delle interazioni tra genitori e figli;
  • ridurre lo stress familiare;
  • potenziare il processo educativo e riabilitativo del bambino.

I destinatari primari del parent training sono dunque i genitori ma, a cascata, le nuove competenze acquisite si riflettono sui bambini; per questo motivo il parent training è definito un intervento comportamentale centrato sulla famiglia.

Attenzione però: associare il parent training ad un mero elenco di istruzioni su cosa fare per “addestrare” i genitori a rimediare ai loro errori educativi è riduttivo e oltretutto sbagliato. Grazie al contributo della moderna psicologia intercomportamentale infatti, questo modello di intervento adotta un approccio più sistemico, più globale. Nell’affrontare un particolare problema educativo, il professionista che conduce il percorso non si limita ad analizzare il comportamento del genitori e suggerire i modelli educativi alternativi, bensì allarga la prospettiva di analisi indagando altre variabili in gioco.

 

Kotchick, B.A., Forehand (2002), disponibile qui: https://www.researchgate.net/figure/The-ecology-of-parenting_fig1_225178925

Ad esempio, quelle psico-emotive che caratterizzano la coppia (come i sistemi di credenze, il grado di accordo dei coniugi sull’educazione dei bambini, la storia delle interazioni fra genitori e figlio) oppure quelle che riguardano il contesto sociale ed educativo di riferimento.

Chi può condurre le attività di parent training?

Il parent training può essere guidato da una varietà di professionisti altamente qualificati, dotati di competenze specifiche nell'ambito della formazione genitoriale e delle dinamiche relazionali all'interno della famiglia. I professionisti che conducono questi percorsi devono avere esperienza nella gestione dei conflitti e della comunicazione familiare, oltre che nella comprensione delle dinamiche educative.
Le figure che possono condurre e che possono essere coinvolte nei programmi di parent training includono:

  • Psicologi e psicoterapeuti specializzati in psicologia infantile e supporto familiare;
  • Psichiatri o psichiatri infantili, il cui intervento può essere determinante quando ci sono problematiche di natura psichiatrica che influiscono sul benessere del bambino e della famiglia;
  • Educatori parentali certificati;
  • Logopedisti, che offrono un parent training orientato allo sviluppo del linguaggio, fornendo indicazioni su come stimolare il bambino in questo ambito.

Come funziona il parent training?

Il parent training si può sviluppare sia in forma individuale sia in forma di gruppo.
Nel primo caso, il percorso viene costruito sulle specifiche esigenze della famiglia e del bambino, per garantire un intervento mirato ed efficace. Nel secondo caso, il percorso viene costruito sulle specifiche esigenze di più famiglie oppure proponendo un ventaglio di temi trasversali e più comuni. Esistono anche progetti “ibridi”, nei quali il progetto di gruppo viene poi integrato con progetti individuali per affrontare problemi specifici.

Non esiste poi un modello universale di parent training. Esistono modelli differenti, già definiti, strutturati e scientificamente validati; altri percorsi vengono strutturati ad hoc sulle richieste espresse dalle famiglie o dai gruppi di famiglie coinvolte. Esistono, infine, dei percorsi di parent training che allargano i destinatari del progetto ad altre figure educative (come gli insegnanti, ad esempio).

Nel caso delle consulenze individuali, l’iter prevede:

  • assessment iniziale;
  • analisi dei comportamenti presi in esame;
  • definire una scala di priorità dei problemi sui quali intervenire;
  • condurre l’analisi funzionale del problema secondo lo schema ABC e redigere l’assessment dei rinforzatori;
  • definire il piano di intervento, ossia selezionare gli obiettivi educativi, definire delle priorità e una progressività nell’intervento;
  • mettere in atto il programma; registrare i progressi
  • ridefinire il programma, se risulta inefficace;
  • assicurarsi che vi sia generalizzazione e mantenimento dei cambiamenti introdotti dal programma, ovverosia sia trasferiti anche al di fuori del parent training e nel contesto naturale.

Fra tutti, un passaggio chiave del percorso di parent training è l’assessment iniziale e delle risorse genitoriali, che permette di:

  • indagare i problemi e comprendere la natura profonda;
  • mettere a fuoco le difficoltà e le risorse di bambini e genitori;
  • analizzare le routine familiari come “chiave di accesso” alle interazioni fra genitori e figli;
  • portare a galla altre dinamiche e comportamenti sul funzionamento bambini-genitori e sulla vita familiare.

In questa fase il coinvolgimento dei genitori non è solo passivo, ma anche attivo: vengono analizzati e misurati i comportamenti oggetto della consulenza e si insegna ai genitori a farlo. Questo passaggio necessita dell’impegno dei genitori a misurare i comportamenti (ad esempio, tramite opportune griglie per la rilevazione dei comportamenti problema a casa). Inoltre, si prendono in esame altre dinamiche come ad esempio le dinamiche fra i due genitori, che talvolta possono indurre il professionista a consigliare una parallela psicoterapia di coppia o individuale di uno dei due genitori.

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In alternativa alle consulenze individuali esistono i gruppi educativi oppure i parent training di gruppo.
In questo caso, il percorso è strutturato in modo meno specifico e più trasversale, in modo da affrontare temi comuni e che possono trovare riscontro nelle difficoltà di più famiglie.
Il parent training di gruppo può prevedere un numero di incontri variabile (generalmente da 4 a 10) e in ciascuno si affronta un tema specifico attraverso una parte teorica (simile ad una lezione frontale, didattica) che serve al Professionista o agli altri professionisti coinvolti per illustrare gli aspetti generali, e una parte pratica con esercitazioni individuali o di gruppo sulle tecniche suggerite. La conclusione dell’incontro volge verso una sintesi delle conclusioni chiave tratte e può prevedere l’assegnazione di “compiti per casa” da sperimentare in famiglia.

Questa modalità svolge anche l'importantissima funzione di contesto di "scambio" tra le famiglie: la condivisione di problematiche e di esperienze permette ai genitori di non sentirsi soli e di apprendere tramite il supporto reciproco.

Come già detto sopra, alcune famiglie possono richiedere di integrare questo percorso collettivo con sessioni di approfondimento individuali, centrate sui problemi specifici che la famiglia porta all’osservazione del Professionista.

Quali sono le caratteristiche peculiari del parent training?

Da questa panoramica sul parent training possiamo evidenziare questi tratti peculiari:

  • il coinvolgimento dei genitori quali agenti di primaria importanza nello sviluppo dei figli. La “formazione” training del genitore lo rende una risorsa preziosa nel progetto educativo. Questo vale ancor più se il bambino è inserito in un percorso riabilitativo, in quanto il genitore può diventare un vero e proprio “alleato”, effettuando interventi psicoeducativi in linea con il piano terapeutico definito dagli Analisti del Comportamento, dal Neuropsichiatra Infantile e dagli altri terapisti che lo hanno preso in carico.
  • Si basa su un approccio più strutturato e formativo, la modalità di interazione con il professionista è frontale (dal punto di vista didattico) e il suo ruolo è più direttivo e prescrittivo (mira cioè a dare indicazioni precise e indirizzate).
  • Lascia spazio comunque spazio ad un approccio collaborativo. Sebbene alcuni approcci prevedono una relazione “gerarchica” fra genitore e consulente, va detto che il parent training è potenzialmente sempre collaborativo. Il genitore infatti possiede preziose conoscenze e abilità specifiche sui propri figli che il consulente Psicologo deve considerare, poiché da esse possono nascere comunque proposte di soluzione. La sua efficacia deriva quindi dal giusto mix fra le “ricette comportamentali” offerte dal terapeuta e l’ascolto dei feedback ricevuti dai genitori. Questo approccio, oltretutto, influenza positivamente la soddisfazione e il funzionamento delle famiglie, riducendo le incomprensioni fra operatori e genitori e aumentando, al contrario, impegno e motivazione (Benedetto, 2015).
  • Il focus è sul comportamento e in particolare, nel caso di interventi realizzati nel contesto dell’autismo, sulla gestione dei comportamenti aggressivi e problematici (rispetto ai quali i genitori possono fare al professionista domande precise e ricevere soluzioni dirette).
  • Piuttosto che sull’idea di rimedio, il parent training poggia sulla nozione di empowerment dei genitori: promuovere l’autonomia a partire dall’esperienza e dalle risorse dei genitori stessi, stimolando la modificazione degli atteggiamenti e la ricerca di soluzioni (Benedetto, 2015).

Il parent training può prevedere incontri di gruppo

Il parent training e la gestione dei disturbi dello spettro autistico

Nel contesto del trattamento dei disturbi da neurosviluppo il programma di parent training si concentra sull’apprendimento e nell’applicazione di specifiche tecniche di modificazione comportamentale, tipiche dell’ABA (Analisi del Comportamento Applicata) volte a ridurre i comportamenti problematici dei propri figli e a incrementare i comportamenti positivi. Ad esempio, si insegna ai genitori ad osservare, misurare e analizzare il comportamento dei bambini e utilizzare adeguatamente i rinforzi per incoraggiare i comportamenti positivi dei bambini invece di intervenire punendo i comportamenti sbagliati.

Il parent training ha trovato grande utilizzo in presenza di disturbi di varia natura (Disturbi Specifici dell’Apprendimento, disturbi dello spettro autistico, Disturbo Oppositivo Provocatorio, ADHD e altri disturbi infantili) ma non solo. Si ricorre ad esso anche per intervenire nelle situazioni educative più ordinarie e nella più tradizionale gestione familiare quotidiana: disobbedienza, litigi, sonno, alimentazione, coinvolgimento dei genitori nei compiti o nella vita scolastica dei figli.
Sebbene quindi venga attivato prevalentemente in presenza di disturbi infantili quali DSA, il parent training non si esaurisce solo nell’ambito del terapeutico, ma ha una valenza più globale, riferendosi ad un'ampia gamma di programmi o interventi volti a fornire competenze e risorse ai genitori.

Esistono una varietà di approcci e metodologie di parent training, alcune tipicamente impiegate nella gestione di situazioni familiari complesse o nel trattamento di comportamenti problema, altre riconducibili all’ordinaria educazione dei figli o allo sviluppo di abilità specifiche; in entrambi i casi, tali metodologie hanno un carattere scientifico e evidence-based.

Ad esempio, uno degli strumenti comunemente insegnati nei percorsi di parent training è il principio di Premack, una strategia efficace per incoraggiare bambini e ragazzi a svolgere attività poco gradite o percepite come impegnative, come i compiti o le faccende domestiche. Questa strategia si basa sulla "regola del prima e poi", ovvero in cui un'attività considerata meno piacevole (come fare i compiti) viene resa necessaria per ottenere un'attività desiderata (come guardare la TV o giocare alla PlayStation). Descritta con il gergo dell’analisi del comportamento, il principio di Premack afferma che "un'attività piacevole può agire come rinforzo per un'attività meno gradita". Ad esempio, un genitore potrebbe dire al figlio: "Prima finisci i compiti, e poi puoi guardare la TV". In questo modo, l'attività preferita diventa una ricompensa per il completamento di un'attività spiacevole gradita, favorendo la motivazione e la collaborazione del bambino. Questa tecnica è particolarmente utile per stabilire routine e promuovere il senso di responsabilità nei più giovani.

Nel contesto dell’autismo, il parent training spesso include l'insegnamento di strategie per gestire i comportamenti problema e promuovere forme di comunicazione più funzionali. Ad esempio:

  • ai genitori può essere insegnato come non rinforzare un comportamento problema e/o come usare il principio di estinzione;
  • al figlio possono essere insegnate modalità di comunicazione più funzionali.

Supponiamo che un bambino con autismo si arrampichi sulla credenza o dia un pugno al genitore quando vuole ottenere una merenda. In questa situazione, il trainer insegna:

  • al genitore a non cedere al comportamento problematico (come l'arrampicarsi o il colpire) evitando di fornire l'oggetto desiderato quando il bambino si comporta in modo inappropriato. Questo processo è detto “estinzione" e consiste nel non rinforzare il comportamento indesiderato (ossia non dare accesso al rinforzo, cioè non dare accesso alla merendina) - Il concetto che si intende trasmettere è che se il bambino si comporta in quel modo non otterrà ciò che vuole, la merenda.
  • Parallelamente, il trainer aiuta il genitore a insegnare al bambino una modalità di comunicazione più funzionale, come indicare ciò che desidera. Utilizzando il "prompt", il genitore guida il bambino a indicare la merenda o a fare un semplice gesto comunicativo. Con il tempo, il trainer insegnerà al genitore a sfumare gradualmente il suggerimento (tecnica del "fading"), fino a quando il bambino sarà in grado di fare il gesto comunicativo in modo autonomo e indipendente. In questo modo, il bambino impara una strategia comunicativa più efficace e socialmente accettabile per esprimere le proprie necessità, riducendo i comportamenti problematici.

Come si inserisce il training dei genitori nel percorso riabilitativo di persone con disturbi dello spettro autistico?

È importante sottolineare che il percorso di parent training non è slegato dalla clinica. L'integrazione con altri interventi è "conditio sine qua non" quando si parla di parent training. Non può esserci intervento di formazione genitoriale senza un parallelo intervento specialistico prima medico, poi riabilitativo, sul bambino.
Per di più, non si può considerare il percorso di parent training come sostitutivo di trattamento specialistico: l’obiettivo è rendere i genitori pronti ad affrontare i problemi educativi grazie alla conoscenza dei principi e delle tecniche scientificamente validate, e non sostituirsi ai professionisti rinunciando all’intervento clinico o riabilitativo.

Mind The Kids e il parent training

Mind The Kids adotta un approccio completo e inclusivo nei percorsi di parent training, riconoscendo che il coinvolgimento della famiglia e del contesto sociale dell’individuo è fondamentale per il successo dell’intervento. Quando un paziente viene preso in carico da Mind The Kids, anche la sua famiglia e il suo ambiente diventano parte integrante del percorso. Questo perché è cruciale che tutte le persone che interagiscono con l’utente si comportino in modo coerente, favorendo così un’esperienza educativa continua e stabile.

Mind The Kids si impegna a mettere il genitore al centro dell’intervento, promuovendo il suo ruolo attivo nel processo di cambiamento e crescita del bambino. L’organizzazione non crede nella "delega educativa", ossia nel lasciare che sia solo il terapista a gestire le dinamiche educative. Al contrario, Mind The Kids valorizza la collaborazione tra genitore e terapista, riconoscendo che, sebbene abbiano ruoli diversi, entrambi sono essenziali nel sostenere il percorso di sviluppo dell’individuo con disabilità.

Attraverso il parent training, Mind The Kids fornisce ai genitori strumenti e strategie pratiche per affrontare le sfide quotidiane e per interagire con il proprio figlio in modo efficace e consapevole. Questo approccio non solo potenzia le capacità genitoriali, ma promuove anche un ambiente familiare coeso e armonioso, in cui il bambino può sentirsi sostenuto e compreso.

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