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Il gioco al centro della terapia: il caso dell'intervento JASPER

Come abbiamo evidenziato nell’articolo "L’importanza del gioco nell’infanzia nei disturbi dello spettro autistico", il gioco rappresenta un canale privilegiato per lo sviluppo e l’apprendimento nei bambini con disturbi del neurosviluppo. Il gioco è naturalmente motivante e proprio per questo motivo alcuni interventi terapeutici mettono proprio il gioco al centro della terapia, riconoscendone il valore abilitante e trasformativo. Tra questi, uno degli approcci più significativi è il JASPER, un modello evidence-based che unisce il gioco al coinvolgimento sociale per favorire lo sviluppo di abilità fondamentali nei bambini con autismo.

Sommario

Gioco e coinvolgimento: i pilastri dell’intervento JASPER

Il JASPER (Joint Attention, Symbolic Play, Engagement and Regulation) è un intervento evolutivo-comportamentale che si concentra su due ingredienti fondamentali:

  • il gioco, come setting, come obiettivo e come strumento per stimolare l’interazione e l’apprendimento;
  • il coinvolgimento, come condizione necessaria perché l’intervento sia realmente efficace.

L'INTERVENTO JASPER
L’intervento JASPER è nato per promuovere abilità precoci nello sviluppo sociale e comunicativo e utilizza il gioco come mezzo per migliorare l’attenzione congiunta, il linguaggio spontaneo, la regolazione emotiva e le abilità simboliche. In particolare, si rivolge a bambini in età prescolare e fino agli 8 anni con disturbo dello spettro autistico, che spesso presentano difficoltà nel partecipare attivamente a giochi condivisi, simbolici e sociali. Abbiamo dedicato un intero approfondimento al JASPER in questo articolo. Maggiori informazioni sono inoltre disponibili su https://www.jaspertraining.org/ e https://www.kasarilab.org/

Coinvolgimento e apprendimento: perché sono così legati?

Il coinvolgimento è definito come uno stato di connessione attiva con oggetti, persone o entrambi. Può manifestarsi in tre modalità:

  • coinvolgimento sull’oggetto;
  • coinvolgimento sulla persona;
  • coinvolgimento congiunto (contemporaneo tra oggetto e persona).

Come dimostrato da numerose ricerche, il coinvolgimento ha un ruolo cruciale perché l’apprendimento avviene nella misura in cui il bambino è coinvolto attivamente nel contesto e nell’attività. Il coinvolgimento congiunto, in particolare, è fortemente correlato allo sviluppo del linguaggio e delle abilità comunicative.

Nel caso dell’autismo, il coinvolgimento può risultare compromesso o ridotto, perciò è spesso uno degli obiettivi prioritari nei percorsi terapeutici. Ed è proprio attraverso il gioco che si può stimolare questo tipo di partecipazione attiva, condivisa e funzionale.

L'immagine ricorda che attraverso il gioco, l'intervento JASPER può stimolare partecipazione attiva, condivisa e funzionale.

Il ruolo strategico del gioco nel JASPER

Nell'intervento JASPER, il gioco non è solo un’attività ricreativa, ma un vero e proprio strumento di intervento. Le sessioni mirano a:

  • aumentare la frequenza delle azioni di gioco spontaneo;
  • espandere la diversità delle azioni (variazione nello stile e nella qualità del gioco);
  • incrementare la complessità del gioco, seguendo le tappe dello sviluppo tipico.

In parallelo, il gioco diventa anche una leva per:

  • lo sviluppo linguistico: attraverso l'interazione giocosa i bambini vengono accompagnati a comunicare di più, partecipare in modo attivo. Inoltre, l'utilizzo del linguaggio non avviene solo con funzione di richiesta (ad esempio richiedere oggetti all'altro) ma anche per commentare e condividere le idee e azioni di gioco con l'altro.
  • coinvolgere l’adulto nell’attività, espandere il linguaggio e condividere lessico e significati.

Come già evidenziato nell’articolo ["L’importanza del gioco nell’infanzia nei disturbi dello spettro autistico"](link), molti bambini con disturbi dello spettro autistico possono presentare importanti difficoltà legate al gioco, come:

  • scarsa capacità di scegliere o variare i giocattoli;
  • difficoltà nel comprendere cosa fare con un determinato oggetto ludico;
  • difficoltà nel gioco simbolico (più complesso del gioco funzionale);
  • difficoltà nel gioco sociale, più complesso del gioco individuale;
  • comportamenti ripetitivi o interessi ristretti, che limitano la flessibilità del gioco;
  • scarsa propensione a coinvolgere gli altri nel gioco e scarsa capacità di condividere idee di gioco.

Proprio per questi motivi quindi, la capacità di gioco nei bambini con autismo va promossa, sostenuta e “allenata”, anche attraverso interventi mirati come quelli previsti dal JASPER.

La classificazione del gioco nel JASPER

Nel contesto dei disturbi del neurosviluppo, e in particolare dell’autismo, molti bambini manifestano un basso livello di coinvolgimento, ma anche una difficoltà nel raggiungere forme complesse di gioco. Per questo motivo, l’approccio JASPER ha individuato una progressione chiara di livelli di gioco, pensata per accompagnare gradualmente il bambino lungo l’età dello sviluppo al gioco simbolico più complesso, tenendo conto delle sue specifiche difficoltà. L’obiettivo è quello di espandere le abilità del bambino in linea con la sua fase di sviluppo.

L'immagine sintetizza le quattro tipologie di gioco usate nel JASPER

Gioco semplice

Il bambino esplora oggetti e ne scopre le funzioni. Riguarda:

  • azioni indiscriminate: azioni generiche con molti oggetti (es. battere, picchiettare, far girare);
  • azioni discriminate: l’oggetto viene usato per uno scopo preciso (es. spingere una macchinina, premere un bottone, suonare uno strumento);
  • separare: separare oggetti combinati, come togliere il cono al gelato giocattolo o smontare pezzi assemblati.

Gioco combinato

Il bambino inizia a mettere insieme oggetti in modi significativi. Si distingue fra:

  • presentazione: oggetti assemblati in un ordine fisso (puzzle, incastri, binari);
  • generale: combinazioni libere e variabili (costruzioni, LEGO, pezzi magnetici), con possibilità di creare strutture differenti.

Gioco pre-simbolico

Il gioco inizia ad assumere una dimensione “finta”, ma non ancora simbolica. Riguarda:

  • fare finta di…: azioni simulate (pettinare la mamma, bere da una tazza vuota);
  • combinazione fisica: costruzioni con significato (i LEGO diventano una casa, un razzo, un letto);
  • bambino come agente: il bambino compie azioni usando un personaggio (dà da mangiare a un pupazzo, lo mette sulla macchinina, ecc);
  • combinazioni convenzionali: riproduzione di azioni familiari e viste nelle routine quotidiane (es. prendere il gelato con il cucchiaio, tagliare la frutta giocattolo);
  • sequenza a schema singolo: stessa azione con più personaggi (es. dar da mangiare a più pupazzi).

Gioco simbolico

In questo livello, il gioco diventa rappresentativo e altamente creativo e riguarda:

  • sostituzione con oggetto: un oggetto finge di essere qualcos’altro (es. un mattoncino è una macchina);
  • sostituzione senza oggetto: si simula la presenza di un oggetto inesistente (es. telecomando immaginario);
  • bambola come agente: la bambola ha vita propria (corre, cade, parla);
  • schema di sequenze multiple: il bambino fa compiere alla bambola più azioni consecutive (la bambola mangia, cammina, va in bagno, va a letto, ecc.);
  • gioco socio-drammatico: il bambino recita ruoli familiari (es. dottore, maestra);
  • gioco tematico: il bambino recita ruoli di fantasia (es. strega, supereroe).

Strategie pratiche per insegnare nuove abilità di gioco

Considerate le caratteristiche appena spiegate, il gioco diventa spesso tema affrontato anche nei percorsi di parent training o parent coaching, dove i genitori sono coinvolti direttamente per sostenere e promuovere il gioco a casa, diventando parte attiva della terapia.

In che modo è possibile aumentare il coinvolgimento ed insegnare nuove abilità di gioco?
Ecco alcune indicazioni pratiche che riassumiamo dai nostri percorsi di affiancamento e accompagnamento alla genitorialità.

  1. Identifica il livello di gioco del bambino
    Ogni bambino si colloca in un punto diverso lungo il percorso evolutivo del gioco. È importante osservare con attenzione e capire se il suo stile attuale rientra tra:
    • gioco semplice
    • gioco combinato
    • gioco pre-simbolico
    • gioco simbolico

      Questa valutazione è essenziale per proporre esperienze coerenti con la sua età dello sviluppo e con i suoi bisogni.

  2. Seleziona giochi adatti per stimolare il progresso
    Una volta definito il livello, scegli attività di gioco che rispettino tre criteri fondamentali:
    • Giochi del livello precedente. Servono a favorire la regolazione emotiva e comportamentale. Si tratta di attività già acquisite, che rassicurano e coinvolgono il bambino.
    • Giochi del livello attuale. Scegli materiali e giochi che il bambino padroneggia. Questo permette di consolidare le abilità in modo spontaneo e piacevole.
    • Giochi del livello successivo (target). Sono gli obiettivi a cui puntare. Proporli gradualmente, attraverso il modellamento e l'imitazione, permette al bambino di espandere il proprio repertorio di gioco in modo naturale.

Come intervenire nei giochi ripetitivi o stereotipati

Uno degli aspetti più delicati del gioco nei bambini con disturbi dello spettro autistico è la tendenza a ripetere schemi rigidi o stereotipati. Anche in questi casi, è possibile intervenire in modo efficace, seguendo alcune strategie semplici ma mirate.

  • Unisciti al gioco del bambino in modo “neutro”, senza forzarlo o correggerlo. Usa un giocattolo uguale o simile, imita le sue azioni in parallelo, senza entrare in competizione.
  • Osserva, imita, commenta. Limita il linguaggio a una o due parole legate all’azione che sta svolgendo; questo aiuta a mantenere l’attenzione e ridurre il carico cognitivo. Oppure ancora, adatta il tuo linguaggio al livello linguistico del bambino: se ad esempio il bambino si esprime con una parola, l'adulto modella una parola.
  • Aspetta che il bambino ti noti. Quando ti guarda o si interessa a ciò che fai, sorridi, commenta di nuovo e approfitta di questo momento per modellare un nuovo modo di giocare con lo stesso oggetto.
  • Espandi il linguaggio. Se il bambino pronuncia una parola o una sua approssimazione, ripeti la parola corretta e aggiungine una nuova, arricchendo così il vocabolario attraverso il gioco.
  • Rinforza con gesti ed espressioni. Se il bambino ti segue, continua a imitarlo, usando espressioni facciali, vocalizzazioni divertenti e movimenti esagerati. Questi elementi rendono l’interazione più coinvolgente e aumentano la probabilità che il bambino ti imiti a sua volta.

Queste strategie sono parte integrante degli approcci evolutivi-comportamentali come il JASPER, che valorizzano l’importanza del gioco nella riabilitazione dei bambini nella prima infanzia. Inoltre, ne abbiamo parlato anche nel video realizzato con il contributo della Fondazione Life Inside Onlus, disponibile all’interno di questo articolo sul sito di Mind The Kids.

 L'immagine rimanda al video dedicato alle strategie per espandere il linguaggio

Mind the Kids e gli interventi riabilitativi JASPER

L’approccio JASPER rappresenta un esempio concreto e strutturato di come il gioco possa essere impiegato strategicamente nella terapia dell’autismo e rientra fra le specializzazioni che il Centro Mind The Kids ha scelto di intraprendere.
Se ti interessa conoscere più da vicino i nostri professionisti o se vuoi maggiori informazioni sugli interventi erogati, puoi contattarci oppure iscriverti alla newsletter per continuare a conoscere più da vicino il tema dell’analisi del comportamento applicata e i disturbi del neurosviluppo.


 Fonte delle immagini: pexels.com/it - Autori: Polesietoys, Cotton, Meruyert Gonullu, Vitaly Gariev, Pavel Danilyuk, Markus Spiske