Analizzare e misurare il comportamento: l’assessment delle preferenze.
L'assessment delle preferenze è uno strumento a disposizione di tutti gli specialisti dell’analisi del comportamento. Come si presenta? Quando e come si compila? Ma soprattutto: perché fare un assessment delle preferenze? Lo spieghiamo in questo articolo.
Sommario
- Assessment nell’Applied Behavior Analysis: l’importanza di misurare il comportamento
- Conoscere preferenze e rinforzatori del comportamento
- Quando e perché condurre un assessment delle preferenze?
- Come raccogliere dati e misurare le preferenze
- Assessment indiretti: INTERVISTA
- Assessment indiretti: CHECK LIST
- Assessment diretti: FREE OPERANT
- Assessment diretti : MULTIPLE STIMULUS
- Assessment diretti: PAIRED STIMULUS
- Assessment diretti : SINGLE STIMULUS
- Perché misurare le preferenze è fondamentale
Assessment nell’Applied Behavior Analysis: l’importanza di misurare il comportamento
Assessment significa valutazione e nell’ambito dell’Analisi del Comportamento Applicata (Applied Behavior Analysis - ABA) esistono diverse tipologie di assessment: assessment delle abilità, assessment funzionale e assessment delle preferenze.
In questo articolo ci concentriamo su quest’ultimo, esplorando cos’è, come condurlo efficacemente e perché è uno strumento cruciale per personalizzare gli interventi educativi e riabilitativi.
Immagine 1 - Misurare il comportamento: una panoramica sulle misure adottabili
Conoscere preferenze e rinforzatori del comportamento
In ogni intervento educativo o riabilitativo che mira a sviluppare comportamenti funzionali o nuove competenze, è fondamentale chiedersi: “Cosa motiva la persona con cui stiamo lavorando?”
Conoscere le preferenze individuali e identificare i rinforzatori del comportamento è il primo passo per progettare un intervento basato su dati concreti e strategie efficaci.
Spesso i termini preferenze e rinforzatori vengono usati come sinonimi, ma non lo sono. Vediamo la differenza:
- Preferenza: uno stimolo che genera maggiore interesse rispetto ad altri. È ciò verso cui una persona tende spontaneamente.
- Rinforzatore: uno stimolo che, se somministrato immediatamente dopo un comportamento, ne aumenta la probabilità di riapparizione. Il rinforzatore non è stabilito a priori, ma si definisce dall’effetto che ha sul comportamento: se quel comportamento aumenta, allora lo stimolo ha agito da rinforzatore.
Ciò che in un momento funge da rinforzatore può essere solo una preferenza in un altro momento — e viceversa.
L’elemento che trasforma una preferenza in rinforzo (e viceversa) è la motivazione, a sua volta legata ad una carenza di quello stimolo: la preferenza diventa rinforzatore quanto c’è privazione dello stimolo induce un desiderio per quella preferenza (ovvero un’operazione motivativa per la quale, ottenere la preferenza aumenta la probabilità che la preferenza venga desiderata).

Immagine 2 - Relazione fra preferenze, rinforzatori, motivazione
Spieghiamo questo concetto tramite un esempio pratico.
Marco ama il cioccolato fondente. Tuttavia, dopo un ricco pranzo di nozze, è sazio e non desidera mangiarne altro. Il cioccolato resta una preferenza, ma non funziona da rinforzatore in quel momento.
Quando invece Marco non mangia cioccolato fondente per settimane (ovvero c’è privazione del cioccolato) e il desiderio di assumerlo aumenta, allora il cioccolato (la preferenza) può diventare un rinforzatore efficace per un certo comportamento.
Le preferenze quindi, in quanto comportamenti osservabili, devono essere quantificate in modo oggettivo per creare percorsi educativi basati su evidenze, come spiegato anche in questo articolo sul metodo osservazione, misurazione, intervento.
Quando e perché condurre un assessment delle preferenze?
L’assessment delle preferenze viene generalmente condotto:
- prima di iniziare un percorso educativo o riabilitativo
- periodicamente durante le sessioni
Non esiste una regola fissa e il timing e la frequenza del suo utilizzo rimangono a discrezione del professionista. A prescindere, il suo impiego è sempre utile in fase di raccolta dati per:
- distinguere se uno stimolo agisce come preferenza o come rinforzatore del comportamento
- individuare potenziali rinforzatori per motivare l’utente all’apprendimento
- prevenire e ridurre comportamenti problema utilizzando preferenze efficaci
- associare il caregiver al rinforzatore, creando relazioni positive
- evitare l’apprendimento per tentativi casuali nella selezione dei rinforzatori
- aumentare la probabilità di identificare rinforzatori efficaci e stabili nel tempo.
Come raccogliere dati e misurare le preferenze
Per una misurazione scientifica delle preferenze, si possono adottare diversi metodi di raccolta dati, sia indiretti che diretti, che si avvalgono delle stesse misure che vengono impiegate per raccogliere i dati e misurare i comportamenti problema (durata, frequenza, interresponse time, latenza).
Si misurano le preferenze attraverso:
- Assessment indiretti delle preferenze
- Intervista
- Checklist
- Assessment diretti delle preferenze
- Free Operant
- Multiple Stimulus
- Paired Stimulus
- Single Stimulus

Immagine 3 - Panoramica specifica sugli assessment delle preferenze
La scelta del metodo dipende dal livello di funzionamento dell’utente.
Vediamo brevemente come funzionano, uno per uno.
Assessment indiretti: INTERVISTA
Lo specialista raccoglie informazioni dai caregiver (genitori, educatori, terapisti) attraverso domande su preferenze in vari ambiti:
- alimentari (cibi preferiti o rifiutati)
- oggetti e giochi ricercati spontaneamente
- stimolazioni sensoriali gradite o evitate (tattili, visive, uditive)
- giochi e attrezzi usati al parco
- ecc.
Alcuni esempi di domande poste ai genitori (informazioni adattate e tradotte dalla Dott.ssa Morena Mari - vedi establishingoperations.com) sono:
- quali cibi preferisce? Quali bevande preferisce? Quali rifiuta regolarmente?
- Quali tipi di oggetti ricerca o afferra spontaneamente? Quali tipi di stimolazione sensoriale sembra ricercare (tattile, olfattiva, uditiva, visiva, gustativa)? Quali oggetti rifiuta? Da quali stimolazioni rifugge?
- Quali attrezzi preferisce al parco? Quali giochi di movimento fate insieme? Quali giochi gradisce con la palla? Quali mezzi a due ruote preferisce (bici, triciclo, monopattino)? Da quali cose si allontana?
Le risposte vengono catalogate su una scala a tre livelli:
- Non motivante
- Leggermente motivante
- Molto motivante
Talvolta queste informazioni aiutano a predisporre i setting per gli assessment diretti successivi.
Assessment indiretti: CHECK LIST
Lo specialista raccoglie informazioni dai caregiver (genitori, educatori, terapisti) attraverso somministrazioni di check list su preferenze in vari ambiti:
- alimentari (cibi preferiti o rifiutati)
- oggetti e giochi ricercati spontaneamente
- stimolazioni sensoriali gradite o evitate (tattili, visive, uditive)
- giochi e attrezzi usati
- ecc.
L’intervistato indica il grado di preferenza di determinati item.
Assessment diretti: FREE OPERANT
Il terapista propone liberamente più giochi/attività senza dare istruzioni al bambino: osserva e, con l’aiuto di un cronometro, misura la durata dell’interazione con ciascun oggetto; la durata di questo assessment varia dai circa 5 ai 15 minuti.
L’obiettivo è capire quanto tempo il bambino si intrattiene con ciascun item.
È il metodo più lungo ma meno intrusivo e direttivo.

Immagine 4 - Esempio di assessment free operant
Assessment diretti: MULTIPLE STIMULUS
Questo assessment per stimoli multipli prevede la presentazione di 3 o più item contemporaneamente, che vengono mantenuti nel corso della misurazione oppure progressivamente sottratti. In particolare:
- MULTIPLE STIMULUS WITH REPLACEMENT: ogni volta che il bambino seleziona un oggetto, questo viene messo nuovamente a disposizione tra le opzioni. In questo caso si misura la frequenza di scelta.
- MULTIPLE STIMULUS WITHOUT REPLACEMENT: ogni volta che il bambino seleziona un oggetto, questo viene rimosso tra le opzioni.In questo caso, l’obiettivo è costruire un ordine di preferenza (rank order).
Vediamoli con un esempio.
- MULTIPLE STIMULUS WITHOUT REPLACEMENT (MS): al bambino vengono proposti 3 item, tablet, palla, campanella, posizionati in modo equidistante fra loro per evitare condizionamenti nelle preferenze. Sii lascia il bambino libero di scegliere quale utilizzare, misurando quante volte (la frequenza) viene afferrato l’oggetto. Al termine della prima preferenza, gli item vengo rimescolati, riposizionati e si osserva quale item viene preso dal bambino alla seconda preferenza.
In caso il bambino acquisisca più volte lo stesso oggetto, è suggeribile fare una seconda sessione in cui si misura la durata dell’interazione con quell’item. - MULTIPLE STIMULUS WITH REPLACEMENT (MSWO): lo stimolo selezionato viene rimosso fra le scelte a disposizione del bambino. In questo caso, l’obiettivo è costruire un ordine di preferenza (rank order).

Immagine 4 - Esempio di assessment multiple stimulus e multiple stimulus without replacement
L’assessment delle preferenze per stimoli multipli non è indicato per bambini con bias di selezione o difficoltà di restituzione dell’oggetto. In questo caso è più indicato uno un assessment delle preferenze di tipo appaiato, che spieghiamo di seguito.
Assessment diretti: PAIRED STIMULUS
Nell’assessment per stimoli appaiati si presentano due item alla volta, alternando le posizioni (destra/sinistra). Possono essere presenti più item e ciascuno viene abbinato con tutti gli altri in combinazioni diverse. Si osserva quale item viene scelto e si misura la frequenza delle scelte.
Fra tutti, per via della sua varietà di combinazioni, è considerato un metodo accurato per costruire una scala di preferenze; richiede al terapista un maggior grado di preparazione nel costruire le combinazioni di item da presentare.

Immagine 5 - Esempio di assessment paired stimulus
Assessment diretti: SINGLE STIMULUS
Nell’assessment per stimoli singoli si presenta un item alla volta e si chiede al bambino: “Vuoi?”.
Si lascia che il bambino interagisca con l’oggetto e, nel frattempo, vengono raccolti dei feedback di tipo “qualitativo”: si osserva se il bambino si avvicina, si intrattiene, evita o manifesta comportamenti problema. Si raccolgono anche dati sulla durata di interazione nel caso in bambino si avvicini all’oggetto e si misura anche la Avoid Response (AR, cioè se il bambino non ha interagito in alcun modo) o eventuali Problem Behavior (PB, comportamenti problema). Alla fine si stilano tre categorie di item:
- High preferred items (interazioni frequenti e di lunga durata)
- Moderate preferred items
- Low preferred items (evitati o associati a comportamenti problema)
Questo assessment è più indicato per utenti con basso livello di funzionamento, meno competenti nel restituire l’oggetto.

Immagine 6 - Esempio di assessment single stimulus
Perché misurare le preferenze è fondamentale
La misurazione delle preferenze, insieme alla misurazione dei comportamenti problema, fornisce dati oggettivi che rafforzano l'efficacia dei protocolli educativi basati sull’Applied Behavior Analysis.
Le tecniche e gli strumenti descritti in questo articolo fanno parte del lavoro quotidiano dei professionisti del Centro Mind The Kids e sono uno step essenziale nella costruzione di interventi riabilitativi personalizzati.
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